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Normativa Rentri: cos’è e cosa comporta per i gestori delle flotte | MICHELIN Connected Fleet

Scritto da MICHELIN Connected Fleet | 2-feb-2026 10.21.37

Il RENTRI è un nuovo sistema informativo nazionale per la gestione dei rifiuti in Italia. Il suo nome è l'acronimo di Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti. È amministrato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e prende il posto del precedente sistema SISTRI con l’obiettivo di tracciare digitalmente ogni rifiuto dalla produzione allo smaltimento.

Per un fleet manager, questo nuovo sistema comporta un cambio di paradigma significativo. Esso comprende nuovi documenti, procedure, veicoli e adempimenti burocratici, ed ha un impatto diretto sulla sicurezza operativa e sulla compliance della flotta.

Per aiutarti ad orientarti meglio in questo passaggio, in questo breve articolo vedremo più nel dettaglio cos’è la normativa Rentri, quali aziende sono obbligate a iscriversi, cosa bisogna fare per mettersi in regola e come i nostri servizi possono aiutarti a trasformare questo obbligo in un’opportunità per ottimizzare la gestione della tua flotta

Cos’è la normativa Rentri?

Il Registro Elettronico Nazionale si basa su un portale telematico dal MASE ed è regolato dalla normativa Rentri.

Questa normativa stabilisce, fra le altre cose, le tempistiche per l’iscrizione, i requisiti tecnici per la conformità e la vidimazione del registro, gli obblighi per gli operatori, i costi per tipologia di soggetto e le sanzioni per le violazioni.

Il portale Rentri

Il cuore operativo del sistema è il portale telematico getito dal MASE. L'accesso avviene attraverso le credenziali SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato l'accesso, il sistema verifica automaticamente l'identità e la rappresentanza dell'operatore incrociando i dati con il Registro delle Imprese, l'Indice dei Domicili Digitali della Pubblica Amministrazione e l'Anagrafe Tributaria.

Il portale è strutturato in due sezioni fondamentali:

  • Sezione Anagrafica: ovvero l’area dedicata alla raccolta dei dati identificativi di ogni operatore e delle relative autorizzazioni;
  • Sezione Tracciabilità: cuore dinamico del sistema, dove vengono registrati e monitorati tutti i movimenti operativi, come i registri di carico e scarico e i dati di geolocalizzazione dei trasporti.

Chi deve iscriversi al Rentri? Soggetti della normativa

L’iscrizione al RENTRI non è obbligatoria per tutte le imprese, ma interessa una platea precisa di operatori. Devono iscriversi tutti i produttori iniziali di rifiuti pericolosi (a prescindere dalle dimensioni della loro azienda), nonché tutti gli enti e le imprese che, a titolo professionale, raccolgono, trasportano, trattano, commerciano o fanno da intermediari per rifiuti, sia pericolosi che non pericolosi.

Rientrano nell’obbligo anche i produttori di rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti, appartenenti ai settori industriali, artigianali e del trattamento rifiuti.

Sono invece esclusi dall’obbligo, salvo iscrizione volontaria, i produttori di rifiuti non pericolosi con meno di 10 dipendenti, nonché i soggetti dei settori commercio, servizi, agricoltura, sanità e costruzioni/demolizioni che producono esclusivamente rifiuti non pericolosi.

Il calendario da segnare in rosso: le scadenze del RENTRI

Le tempistiche di iscrizione sono scaglionate in base alla tipologia di operatore e al numero di dipendenti. Ecco le scadenze chiave:

  • Dal 15 dicembre 2024 al 13 febbraio 2025: Imprese/enti con oltre 50 dipendenti e tutti gli operatori del trattamento/trasporto/recupero rifiuti;
  • Dal 15 giugno 2025 al 14 agosto 2025: Imprese/enti con tra 11 e 50 dipendenti (produttori di rifiuti pericolosi e non da attività industriali);
  • Dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026: Produttori di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti e altri soggetti specifici.

Contributi e costi

La normativa prevede un contributo annuale per l’utilizzo del portale telematico. Le tariffe cambiano a seconda della tipologia di soggetto.

Il contributo annuale di prima iscrizione è di:

  • €100 per ogni unità locale di imprese con più di 50 dipendenti o per trasportatori, intermediari, consorzi e impianti di recupero o smaltimento;
  • €50 per unità locale per enti con dipendenti da 11 a 50;
  • €15 per unità locale per altri produttori obbligati.

Oltre a questo, ogni 30 aprile bisognerà versare un contributo annuale successivo di

  • €60 per unità locale per grandi imprese e soggetti obbligati;
  • €30 per unità locale per enti con dipendenti da 11 a 50;
  • €10 per unità locale per altri produttori obbligati.

Gli Adempimenti Pratici: Cosa Cambia per i gestori di flotta o per le aziende che trasportano rifiuti

Una volta completata l'iscrizione, ci sono tre adempimenti principali che coinvolgono direttamente la gestione giornaliera della flotta:

La Tenuta del Registro Elettronico di Carico e Scarico: Il registro cartaceo e la sua vidimazione in Camera di Commercio diventano obsoleti. Sarà necessario tenere un registro digitale di tutte le operazioni, con numerazione progressiva non modificabile e tracciabilità di ogni variazione. Questo registro potrà essere compilato direttamente sul portale RENTRI o attraverso software gestionali interoperabili.

L'Utilizzo del FIR Digitale: Il Formulario di Identificazione del Rifiuto abbandona la carta. Il nuovo FIR dovrà essere compilato, firmato e vidimato digitalmente attraverso il sistema RENTRI. Durante i controlli su strada, potrà essere esibito tramite dispositivi mobili, eliminando la necessità di stampe fisiche per il trasporto.

L'Obbligo di Geolocalizzazione: Per i veicoli che trasportano rifiuti speciali pericolosi, la normativa prevede l'obbligo di dotarsi di sistemi di geolocalizzazione. L’avvenuta installazione dovrà essere attestata attraverso un’autocertificazione da inserire nel portale AGEST dell’Albo Gestori Ambientali, indicando targa e telaio di ogni veicolo interessato.

Le aziende che utilizzano software gestionali propri devono garantirne l'integrazione con il portale RENTRI tramite le API (Application Programming Interface) rese disponibili dal 23 gennaio 2025. Questo consente la vidimazione digitale dei FIR e l'apertura dei registri di carico e scarico in modalità automatizzata. Inoltre, l’azienda dovrà assicurarsi che il personale coinvolto (es. fleet manager, autisti, responsabili amministrativi) riceva una formazione adeguata sull'utilizzo della piattaforma RENTRI e sulla gestione dei documenti digitali.

Il Regime Sanzionatorio: Comprendere i Rischi

Il mancato rispetto degli obblighi comporta sanzioni amministrative significative, calibrate sulla pericolosità dei rifiuti e sulle dimensioni aziendali. Conoscerle è il primo passo per una prevenzione efficace.

  • Omessa o tardiva iscrizione: comporterà sanzioni da 500 a 2.000 euro per i rifiuti non pericolosi e da 1.000 a 3.000 euro per quelli pericolosi;
  • Omessa tenuta del registro di carico e scarico: è una delle violazioni più gravi, con sanzioni che vanno da 2.000 a 10.000 euro per i rifiuti non pericolosi, e da 10.000 a 30.000 euro per quelli pericolosi;
  • Trasporto senza FIR o con dati incompleti: può portare a sanzioni da 1.600 a 10.000 euro, con la possibilità di reclusione fino a due anni nel caso di rifiuti pericolosi;

Oltre l'obbligo: I vantaggi di una gestione digitale

Digitalizzare la tracciabilità porta con sé molti vantaggi per l'efficienza aziendale, e affrontare il RENTRI con la mentalità giusta può trasformarlo in un’opportunità di ottimizzazione da non sottovalutare.

Il RENTRI sancisce, di fatto, la fine della gestione cartacea della tracciabilità. Se da un lato questo rappresenta un obbligo di adeguamento, dall'altro apre scenari inediti di efficienza per le aziende di trasporto e si inserisce a pieno titolo nel solco del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), contribuendo alla sua Missione 1 (Digitalizzazione) e Missione 2 (Rivoluzione verde ed economia circolare).

La possibilità di vidimare digitalmente i registri e i formulari, di esibirli durante i controlli tramite dispositivi mobili e di integrare i propri software gestionali con il portale nazionale è un cambiamento operativo concreto che risponde alla spinta del PNRR verso un'amministrazione più digitale e un'economia più sostenibile.

Questa transizione, se ben gestita, può tradursi in un maggior controllo sui flussi dei rifiuti, in una riduzione degli errori legati alla compilazione manuale e in un risparmio di tempo per il personale, che potrà dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto. L'archivio digitale centralizzato, inoltre, garantisce che tutta la documentazione sia sempre ordinata, reperibile e pronta per essere messa a disposizione degli organi di controllo, mitigando così i rischi di contestazioni.

In questo senso, il RENTRI non va visto come un mero onere amministrativo, ma come un'occasione strategica per allinearsi agli obiettivi nazionali del PNRR, rendendo al contempo i processi della propria flotta più moderni, trasparenti e, in ultima analisi, competitivi.

Affrontare il RENTRI non deve significare ore di lavoro amministrativo in più, con il timore costante di commettere errori. La nostra soluzione è progettata per aiutarti con la gestione della tracciabilità dei rifiuti all'interno della piattaforma che usi già ogni giorno per monitorare la tua flotta.

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