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Gestione FLotte LGV: quanto consuma un veicolo elettrico? | MICHELIN

Scritto da MICHELIN Connected Fleet | 23-mar-2026 19.22.05

Dopo anni di dibattito, l’auto elettrica sta entrando sempre di più nella nostra quotidianità. La diffidenza iniziale nei suoi confronti sta venendo superata, i prezzi stanno diminuendo, e ovunque è sempre più facile vedere in giro veicoli elettrici di ogni tipo, dalle citycar a basso consumo energetico fino a SUV di grandi dimensioni.

Lo stesso vale per le aziende del trasporto che, nell’ottica della transizione energetica, stanno aggiornando le loro flotte con veicoli elettrici di ultima generazione.

Ma quanto consuma davvero un veicolo elettrico? Se stai pensando di comprarne uno, è una domanda più che legittima. Per questo, abbiamo preparato questa breve guida che ti permetterà di capire cosa aspettarti. Ci focalizzeremo soprattutto sui veicoli commerciali leggeri, e alla fine troverai anche dei piccoli trucchi che ti permetteranno di ottimizzare i consumi quotidiani dei tuoi autisti.

Come si calcola il consumo di un motore elettrico?

La prima cosa da capire è la differenza sostanziale che c’è con gli altri tipi di carburante. Mentre per i veicoli più tradizionali si parla di chilometri al litro o al metro cubo, per le auto elettriche i consumi vengono calcolati in base ai kWh x 100 km.

Il kWh (chilowattora) è l’unità di misura base dell’energia elettrica, la stessa che trovi nella bolletta della luce. Il suo costo è variabile e dipende sia da diversi fattori, quindi non possiamo darti una formula infallibile per calcolare il prezzo di una ricarica completa. Tuttavia, per orientarti, puoi considerare un prezzo medio fra i €0,50 e i €0,90 per chilowattora alle colonnine (dati aggiornati a Gennaio 2026), che può scendere in caso di ricarica domestica.

WLTP, EPA, CLTC: come viene calcolato il consumo medio di un motore elettrico?

Al momento di rilasciare un nuovo veicolo sul mercato, le aziende automobilistiche devono dichiararne i consumi e le emissioni. Per farlo, lo sottopongono a dei test standardizzati e ad un ciclo di omologazione che variano in seguito alle leggi vigenti sul loro territorio.

In Europa, il ciclo attualmente utilizzato è il WLTP, che prevede la simulazione di vari scenari per calcolare i consumi dell’auto o del furgone ad una velocità media tendenzialmente bassa, con temperatura costante e accessori spenti.

Negli Stati Uniti, invece, si usa il ciclo EPA, che prevede dei test fatti con aria condizionata accesa, accelerazioni più brusche e temperature più fredde. Per via delle variabili tenute in considerazione, è spesso più severo del WLTP, il che può portare a discrepanze significative nei consumi dichiarati in fase di immatricolazione.

In Cina, infine, è stato introdotto il ciclo CLTC, che è basato sui dati di guida medi dei cittadini cinesi, con molte soste e velocità mediamente basse. Per questo, tende a sovrastimare i consumi dei veicoli, con risultati superiori anche a quelli ottenuti con i test WLTP, che di per sé possono già risultare ottimisti rispetto alle condizioni di guida reale.

Su quest’ultimo punto è bene soffermarsi un attimo: è opinione diffusa che il test WLTP dia spesso risultati superiori ai consumi reali di un’auto elettrica. Quando si parla di veicoli commerciali, questo è doppiamente vero.

Più in generale, si può dire che ognuno dei protocolli visti finora si focalizza su aspetti specifici della guida che non corrispondono necessariamente a scenari reali. Quindi, per un fleet manager, è fondamentale considerare i dati di immatricolazione come una stima di partenza, non come verità assoluta. Nel ciclo di vita di un furgone, fattori come il carico utile e le soste continue influenzeranno il dato finale molto di più che su un'auto privata.

Altri fattori da tenere in considerazione

Oltre alle differenze fra i vari protocolli che abbiamo illustrato, ci sono altri elementi che dovresti considerare se vuoi fare una stima efficace dei tuoi consumi. Come per tutti i veicoli, infatti, bisogna anche tenere conto dello stile personale di guida dell’autista, del tipo di strada che percorre, del clima e della qualità del traffico. Nel caso dei veicoli LCV, poi, si aggiungono molti elementi all’equazione: dimensioni del carico, tipologia di missione, presenza o meno di cella frigorifera a bordo, ecc.

Questi sono anche degli ottimi fattori di ottimizzazione: formando i tuoi autisti sulle migliori tecniche di eco-driving e adottando un software di gestione della flotta completo che ti aiuti ad avere una visione d’insieme della tua flotta e dei tragitti, potrai diminuire i consumi e fare previsioni più accurate.

“Ma quindi, quanto consuma il furgone che voglio comprare?”

Al di là di tutti gli aspetti già illustrati, possiamo dire che un furgone compatto consuma in media circa 20 kWh per 100 km, tenendo a mente tutto quello che abbiamo detto sopra sui test di immatricolazione.

Basandoci sui dati WLTP, la maggior parte dei furgoni compatti moderni, come il Renault Kangoo E-Tech, dichiarano di solito un consumo tipico dai 17 ai 22 kWh/100km. Maggiori le dimensioni del veicoli, maggiori saranno i consumi: pertanto, furgoni medi come il Ford E-Transit Custom hanno un consumo medio di 24-30 kWh/100km, mentre i furgoni più grandi oscillano fra i 30 e 40 kWh/100km.

Per tutti i motivi elencati sopra, questi numeri sono indicativi, e per stimare un consumo reale è bene considerare sempre qualcosa in più. Per una stima affidabile del TCO, è consigliabile effettuare un test su una missione tipo prima dell'acquisto.

“E quanta autonomia ha?”

Nel 2026, i furgoni elettrici possono avere batterie che vanno dai 43 ai 113 kWh a seconda della categoria. Il già citato Renault Kangoo E-Tech, per esempio, ha una batteria compatta da 45 kWh, mentre il Ford E-Transit Custom ne ha una da circa 64 kWh.

Questi dati, insieme, dovrebbero darti una panoramica di quanti costi e consumi può avere l’auto elettrica che stai valutando di comprare. Tuttavia, c’è un ultimo aspetto da tenere in considerazione: le perdite di ricarica.

Quando carichi completamente la batteria di un’auto elettrica, una piccola percentuale di kWh viene persa nell’elettronica di bordo, nel sistema di raffreddamento/riscaldamento della batteria, oppure nel caricabatterie interno dell’auto. Non si tratta mai di perdite ingenti, ma è comunque un fattore da tenere a mente.

Trucchi per risparmiare

Per concludere la nostra guida, ecco alcune piccole accortezze che possono aiutare a prolungare l’autonomia della propria auto elettrica.

  1. Il consiglio più scontato è sicuramente di avere un’andatura adeguata al tragitto e, più in generale, di mettere in pratica i principi basilari dell’eco-driving. Una guida aggressiva incide negativamente sui consumi di qualsiasi vettura. Inoltre, anticipare le frenate con il giusto tempo permette di ottimizzare il meccanismo di frenata rigenerativa dei motori elettrici. La corretta formazione degli autisti è, quindi, fondamentale.

  2. Pre-riscaldare l’abitacolo durante la ricarica della batteria permette di spendere meno energia per strada. Se i furgoni sono in deposito, programmare il pre-riscaldamento mentre sono ancora attaccati alla colonnina può aiutare a risparmiare energia durante le prime consegne.

  3. Controllare spesso la pressione degli pneumatici. Uno pneumatico sgonfio ha un maggior attrito con l’asfalto, e richiede pertanto più energia per compiere la stessa distanza. 

  4. Ottimizzazione dei percorsi. Utilizzare un software di gestione flotta per pianificare le tratte evitando ingorghi, ottimizzando il carico e tenendo conto dei punti di ricarica lungo il percorso ti aiuterà ad evitare sprechi inutili di energia.

Ora sai tutto quello che ti serve per capire quanto consuma l’auto che avevi adocchiato. Se invece devi gestire molte auto elettriche per lavoro, e volevi capire come ottimizzare i consumi della tua flotta o parco auto, dai un’occhiata ai nostri servizi e scopri come possiamo aiutarti con le tue mansioni quotidiane!