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La Legge di Bilancio 2026 ha riportato al centro dell'attenzione l'iperammortamento, una misura fiscale pensata per sostenere gli investimenti delle imprese in tecnologie avanzate e strumenti di digitalizzazione dei processi produttivi.
In pratica, l'agevolazione permette di aumentare il valore fiscale dei beni acquistati, così da dedurre negli anni delle quote di ammortamento più elevate e ridurre gradualmente il reddito imponibile.
Negli ultimi mesi la misura è stata spesso al centro del dibattito normativo. Una delle questioni più discusse riguardava il vincolo sulla provenienza europea dei beni agevolabili, introdotto nella prima versione della norma. Successivamente il Ministero dell'Economia ha annunciato l'intenzione di rimuovere questa limitazione, con l'obiettivo di rendere l'incentivo più facilmente utilizzabile dalle imprese.
Per chi gestisce una flotta aziendale, questa agevolazione può diventare uno strumento utile per sostenere investimenti in tecnologie che migliorano la gestione dei veicoli, l'efficienza operativa e l'organizzazione delle attività logistiche.
In questa guida vedremo, quindi:
L'iperammortamento 2026 consente alle imprese di dedurre fiscalmente un valore superiore rispetto al costo reale del bene acquistato.
In pratica, ai fini fiscali l'investimento viene maggiorato e questo permette all'azienda di applicare quote di ammortamento più elevate nel corso degli anni.
Grazie a questa maggiorazione, la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte si riduce progressivamente nel tempo. Il vantaggio fiscale non viene quindi riconosciuto in un'unica soluzione, ma si distribuisce lungo tutta la durata dell'ammortamento del bene.
Per le imprese questo significa recuperare parte dell'investimento attraverso un risparmio fiscale graduale, continuando allo stesso tempo a utilizzare le tecnologie acquistate all'interno dei propri processi aziendali.
La disciplina dell'iperammortamento è definita nei commi 427-436 della Legge di Bilancio 2026, che stabiliscono le condizioni per applicare la maggiorazione fiscale agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati.
In base alla normativa, il costo di acquisizione dei beni agevolabili può essere maggiorato fino al 180% ai fini fiscali, consentendo alle imprese di dedurre nel tempo quote di ammortamento più elevate rispetto al valore effettivamente sostenuto per l'investimento.
La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con percentuali di maggiorazione che variano in base all'importo complessivo dell'investimento.
Per chi gestisce una flotta aziendale, l'iperammortamento diventa particolarmente rilevante quando gli investimenti riguardano strumenti che migliorano il controllo operativo dei veicoli e l'organizzazione delle attività logistiche.
Tra le soluzioni più rilevanti rientrano ad esempio:
Questi strumenti permettono alle aziende di avere una visione più chiara delle attività quotidiane della flotta, facilitando decisioni operative come la pianificazione dei percorsi, la gestione della manutenzione e il controllo dei consumi.
Il risultato è una gestione più organizzata dei veicoli aziendali assieme a una maggiore capacità di ottimizzare le risorse nel lungo periodo.
Quando si parla di iperammortamento 2026, una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di applicare l'incentivo ai veicoli utilizzati nelle flotte aziendali, in particolare agli autocarri e ai mezzi destinati alle attività operative.
La normativa, però, non incentiva direttamente l'acquisto dei veicoli in quanto tali, ma piuttosto gli investimenti tecnologici legati ai processi produttivi e logistici delle imprese.
Gli autocarri possono rientrare nell'iperammortamento 2026 solo in situazioni specifiche, ossia quando sono parte integrante di un processo produttivo o logistico digitalizzato.
Ad esempio, il veicolo può essere collegato a:
Se, invece, l'autocarro viene utilizzato semplicemente come mezzo aziendale per il trasporto o le attività quotidiane, senza integrazione con sistemi tecnologici avanzati, normalmente non rientra tra gli investimenti agevolabili.
Gli investimenti che possono beneficiare dell'iperammortamento si dividono generalmente in beni materiali e beni immateriali, entrambi collegati alla digitalizzazione e all'innovazione dei processi aziendali.
Tra i beni materiali rientrano macchinari industriali e attrezzature tecnologicamente avanzate utilizzate nei processi produttivi.
Possono essere inclusi anche:
Nel contesto logistico assumono particolare rilevanza anche tecnologie che supportano la gestione dei flussi di trasporto e distribuzione.
Accanto alle tecnologie fisiche, l'iperammortamento può riguardare anche software e piattaforme digitali.
Tra questi rientrano ad esempio:
Queste tecnologie permettono alle aziende di integrare dati, coordinare le attività e migliorare l'efficienza dei processi tra produzione, logistica e distribuzione.
L'iperammortamento permette alle imprese di aumentare fiscalmente il valore dei beni acquistati applicando una maggiorazione che varia in base all'importo dell'investimento.
Le principali fasce previste sono:
|
Investimento |
Maggiorazione |
|
fino a 2,5 milioni di euro |
180% |
|
da 2,5 a 10 milioni di euro |
100% |
|
da 10 a 20 milioni di euro |
50% |
Il beneficio non viene riconosciuto in un'unica soluzione, ma si distribuisce nel tempo attraverso le normali quote di ammortamento, riducendo progressivamente il reddito imponibile dell'azienda.
L'agevolazione può essere applicata anche nel caso in cui il bene venga acquisito tramite contratti di leasing.
Per comprendere meglio il funzionamento dell'iperammortamento, immaginiamo il caso di una società di logistica che decide di investire nella digitalizzazione della propria flotta.
L'azienda introduce:
Supponiamo che l'investimento complessivo sia pari a 1.000.000 di euro.
Grazie alla maggiorazione del 180% prevista per la prima fascia, il valore fiscale dell'investimento viene considerato pari a 2.800.000 euro.
Questo valore maggiorato viene poi ammortizzato nel tempo secondo le normali regole fiscali, permettendo all'impresa di ridurre progressivamente la base imponibile e recuperare parte dell'investimento attraverso il risparmio fiscale.
Per accedere all'iperammortamento 2026 è necessario dimostrare che il bene acquistato possieda le caratteristiche tecniche richieste dalla normativa e sia effettivamente integrato nei sistemi aziendali.
Quando il costo del bene supera 300.000 euro, è richiesta una perizia tecnica asseverata redatta da un ingegnere o da un perito industriale iscritto all'albo professionale.
In alternativa, la certificazione può essere rilasciata anche da un ente accreditato.
Per investimenti inferiori a 300.000 euro, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante che attesti la conformità del bene ai requisiti previsti dalla normativa.
È comunque importante conservare tutta la documentazione tecnica relativa all'investimento, tra cui:
Questi documenti possono essere richiesti in caso di controlli da parte dell'amministrazione finanziaria.
Per accedere all'iperammortamento 2026, le imprese devono seguire una procedura amministrativa che prevede alcune comunicazioni al GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Questo passaggio serve a monitorare gli investimenti e a verificare che i progetti rispettino i requisiti previsti dalla normativa.
La procedura si articola generalmente in tre fasi principali:
Per molte aziende, l'iperammortamento 2026 può essere un'occasione concreta per sostenere gli investimenti nelle tecnologie dedicate alla gestione della flotta. Ma il vantaggio fiscale, da solo, non basta. Per prendere decisioni davvero efficaci serve conoscere bene i costi reali della flotta, analizzare i dati operativi e capire dove è possibile migliorare l'efficienza, ad esempio nella gestione dei consumi, dei percorsi o della manutenzione.
È proprio qui che gli strumenti di gestione avanzata possono fare la differenza. Analizzare i dati dei veicoli, monitorare i consumi, ottimizzare i percorsi e pianificare la manutenzione permette alle aziende di prendere decisioni più informate valorizzando al meglio gli investimenti tecnologici.
Noi di MICHELIN Connected Fleet conosciamo bene le sfide che i fleet manager affrontano ogni giorno. Le nostre soluzioni di fleet management aiutano le aziende a monitorare i veicoli, migliorare l'efficienza operativa e a ridurre i costi della flotta, trasformando i dati raccolti in strumenti utili per supportare le decisioni strategiche.
Se stai valutando nuovi investimenti o vuoi capire come rendere più efficiente la gestione dei veicoli aziendali, contattaci per parlare con uno dei nostri esperti. Insieme possiamo individuare le soluzioni più adatte per rendere la tua flotta più efficiente, digitale e pronta ad affrontare le sfide della mobilità di domani.
Gli autocarri non sono automaticamente inclusi nell'agevolazione. Possono rientrare nell'incentivo solo quando sono parte di un sistema tecnologico più ampio legato ai processi produttivi o logistici dell'azienda. In questi casi il beneficio fiscale riguarda l'insieme delle soluzioni tecnologiche integrate nella gestione delle attività.
Le piattaforme digitali utilizzate per gestire la flotta possono essere considerate tra gli investimenti agevolabili quando fanno parte di progetti di digitalizzazione dei processi aziendali. Soluzioni come sistemi di monitoraggio dei veicoli, analisi dei dati operativi o software di gestione logistica possono contribuire alla trasformazione digitale dell'impresa.
La perizia tecnica non è sempre obbligatoria. L'obbligo dipende principalmente dal valore dell'investimento e dalle caratteristiche dei beni acquistati. In ogni caso è importante dimostrare che le tecnologie adottate rispettano i requisiti previsti dalla normativa e sono effettivamente integrate nei sistemi aziendali.
Sì, l'agevolazione può essere applicata anche nel caso di beni acquisiti tramite leasing. In queste situazioni il beneficio fiscale viene calcolato sul costo del bene acquistato dal locatore e si riflette sulle quote deducibili durante la durata del contratto.
Cos'è l'iperammortamento 2026 e come può aiutare le flotte aziendali? Scopri benefici fiscali, investimenti agevolati e opportunità per la gestione dei veicoli.
5 trend per la gestione delle flotte nel 2026: dall'estensione del tachigrafo 2.0 alla manutenzione predittiva, passando per IA, sostenibilità e controllo costi.
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