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Si parla spesso di «carbon tax sui trasporti», ma il provvedimento che entrerà in vigore nei prossimi anni funzionerà in modo diverso da una vera e propria tassa. Si chiama ETS2 ed è il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che, dal 2028, interesserà anche i carburanti utilizzati nel trasporto stradale e negli edifici.

Capire questa differenza è importante perché cambia chi è soggetto all'obbligo, come viene determinato il costo e quali effetti può avere sulle imprese di autotrasporto. Vediamo, quindi, come funziona l'ETS2, quando entrerà in vigore, chi dovrà sostenerne direttamente i costi e come preparare la tua flotta in vista del 2028.

Che cos'è l'ETS2 e perché si parla di carbon tax?

L'ETS2 è il secondo sistema europeo di scambio delle quote di emissione, introdotto dalla direttiva (UE) 2023/959. Riguarda le emissioni di CO2 generate dalla combustione dei carburanti utilizzati nel trasporto stradale, negli edifici e in alcuni settori industriali di minore entità.

Il funzionamento si basa sul principio del cap and trade. L'Unione europea stabilisce un limite complessivo alle emissioni e mette all'asta un numero corrispondente di quote. I soggetti coinvolti devono acquistare una quota per ogni tonnellata di CO2 associata ai carburanti immessi in consumo. Il costo non è fisso, perché dipende dal prezzo delle quote sul mercato.

Per questo motivo si parla spesso di carbon tax, anche se i due meccanismi sono diversi. Una carbon tax prevede un importo stabilito per legge, mentre nell'ETS2 il costo della CO2 varia in funzione del mercato delle quote.

Quando entra in vigore l'ETS2?

L'ETS2 entrerà pienamente in vigore il 1° gennaio 2028. In origine, l'avvio era previsto per il 2027, ma nel novembre 2025 il Consiglio Ambiente ha raggiunto un accordo politico per posticiparlo di un anno. Il rinvio è stato poi approvato formalmente dal Parlamento europeo nel febbraio 2026 e dal Consiglio il 5 marzo 2026.

Il percorso verso la piena applicazione del sistema prevede diverse tappe:

  • In corso, i soggetti regolamentati raccolgono e comunicano i dati relativi ai volumi di carburante immessi in consumo e alle emissioni associate.

  • Gennaio 2027, iniziano le aste anticipate delle quote ETS2.

  • 1° gennaio 2028, il sistema diventa pienamente operativo e scattano gli obblighi previsti.

  • 31 maggio 2029, è fissata la prima scadenza per la restituzione delle quote relative alle emissioni prodotte nel 2028.

Per l'Italia, gli aggiornamenti ufficiali sono disponibili sul portale ETS2 del Ministero dell'Ambiente, mentre la gestione delle aste è affidata al GSE.

Chi paga davvero l'ETS2?

Uno degli aspetti che crea più confusione riguarda proprio chi è tenuto a sostenere direttamente il costo dell'ETS2. L'obbligo non ricade sulle imprese di autotrasporto e non viene applicato al momento del rifornimento. I soggetti coinvolti sono quelli che immettono i carburanti in consumo, come fornitori, raffinerie e distributori. Per questo si dice che il sistema opera «a monte» della filiera.

Le imprese di trasporto non devono aprire un conto dedicato, presentare dichiarazioni sulle emissioni o effettuare restituzioni. L'ETS2 non introduce nuovi adempimenti amministrativi diretti a loro carico.

L'impatto economico può, però, arrivare in modo indiretto. È, infatti, probabile che una parte del costo sostenuto dai fornitori per acquistare i permessi di emissione venga trasferita sul prezzo dei carburanti. Al momento non è possibile stimare con precisione l'aumento, perché dipenderà dal valore di mercato.

Il sistema europeo prevede, inoltre, un meccanismo di stabilizzazione che può aumentare l'offerta disponibile quando il prezzo supera determinate soglie, senza però fissare un tetto massimo garantito.

Che cosa cambia per un'impresa di autotrasporto

Per le imprese di autotrasporto, l'ETS2 non comporta nuovi obblighi amministrativi diretti. L'impatto si concentrerà soprattutto sui costi operativi e sulle scelte legate alla gestione della flotta.

Il carburante potrebbe incidere di più sui costi. Se il prezzo delle quote ETS2 verrà trasferito sui carburanti, ogni litro consumato avrà un peso maggiore. Diventerà così ancora più importante monitorare i consumi reali dei veicoli e valutarli all'interno del costo totale di possesso.

Anche i dati sui consumi diventeranno più importanti. Sempre più committenti chiederanno informazioni sulle emissioni generate dalle attività di trasporto. Disporre di dati rilevati direttamente dai veicoli permetterà di rispondere con maggiore precisione e di calcolare l'impronta di carbonio della flotta su informazioni più affidabili.

Cambieranno anche le valutazioni sulle alimentazioni. Un eventuale aumento del costo del gasolio potrà modificare il confronto tra veicoli tradizionali e soluzioni alternative. La convenienza andrà valutata caso per caso, considerando percorrenze, carichi, autonomia, possibilità di ricarica e caratteristiche operative della flotta, gli stessi elementi che entrano in gioco nella gestione della transizione EV.

Come prepararsi da qui al 2028

Il 2028 può sembrare ancora lontano, ma molte delle decisioni che incidono sui consumi richiedono tempo. Il rinnovo dei veicoli, la formazione dei conducenti e la revisione dei contratti, ad esempio, non si gestiscono dall'oggi al domani. Per questo conviene iniziare già ora a intervenire sugli aspetti più rilevanti.

  • Misura i consumi reali della flotta. Conoscere quanto consuma ogni veicolo, su quali percorsi e in quali condizioni permette di individuare inefficienze e di valutare con maggiore precisione gli interventi da adottare. Questi dati rappresentano anche una base importante per una gestione sostenibile della flotta.

  • Riduci gli sprechi di carburante. Mantenere un veicolo al minimo per un tempo prolungato, seguire dei percorsi poco efficienti, una pressione degli pneumatici non corretta e uno stile di guida non adeguato possono aumentare i consumi. Intervenire attraverso l'eco-driving e il monitoraggio del comportamento di guida consente di migliorare l'efficienza senza dover necessariamente sostituire i mezzi.

  • Analizza la composizione del parco veicoli. Conoscere classe di omologazione, età e caratteristiche dei mezzi aiuta a programmare con maggiore attenzione i prossimi rinnovi. Gli standard Euro sulle emissioni continueranno a incidere su aspetti come le limitazioni alla circolazione in alcune aree.

  • Valuta anche i contratti e la gestione dei rifornimenti. Nei contratti di lunga durata può essere utile considerare come gestire eventuali variazioni dei costi del carburante, confrontandosi con i propri consulenti. Allo stesso tempo, strumenti come la carta carburante aziendale permettono di raccogliere e organizzare meglio i dati relativi ai rifornimenti e alla spesa.

Prepararsi all'ETS2 con i dati giusti

L'ETS2 non introduce nuovi adempimenti diretti per le imprese di autotrasporto, ma può incidere sui costi del carburante. Per questo, arrivare al 2028 con una visione chiara dei consumi della flotta sarà fondamentale per individuare inefficienze, contenere i costi e per valutare con maggiore consapevolezza le scelte future.

MICHELIN Connected Fleet supporta le flotte nel monitoraggio dei consumi reali, nell'individuazione degli sprechi e nella valutazione del passaggio a una flotta più ecologica attraverso dati concreti sulle prestazioni dei veicoli. Parla con uno dei nostri esperti.

Domande frequenti

L'ETS2 è una tassa?

No. L'ETS2 è un sistema europeo di scambio delle quote di emissione. L'Unione europea stabilisce un limite complessivo alle emissioni e mette all'asta le quote disponibili. Il costo non è, quindi, determinato da un'aliquota fissata per legge, ma dal prezzo delle quote sul mercato. Per questo il suo funzionamento è diverso da quello di una vera e propria tassa sul carbonio.

Le imprese di autotrasporto devono iscriversi a qualche registro?

No. Gli obblighi previsti dall'ETS2 riguardano i soggetti che immettono i carburanti in consumo, come fornitori e distributori. Le imprese di autotrasporto che utilizzano questi carburanti non devono iscriversi a registri specifici né svolgere nuovi adempimenti amministrativi legati all'ETS2.

Di quanto aumenterà il gasolio?

Al momento non è possibile indicare un aumento preciso. Il costo dipenderà dal prezzo che le quote ETS2 raggiungeranno sul mercato e dalla quota che i fornitori decideranno di trasferire sul prezzo finale dei carburanti.

L'ETS2 sostituisce gli standard Euro?

No. ETS2 e standard Euro regolano aspetti diversi. Gli standard Euro stabiliscono i limiti alle emissioni inquinanti dei veicoli in fase di omologazione, mentre l'ETS2 riguarda la CO2 associata ai carburanti immessi in consumo. I due sistemi continueranno a coesistere.

ETS2 riguarda anche i veicoli commerciali leggeri e le auto aziendali?

Sì. L'ETS2 riguarda i carburanti utilizzati nel trasporto stradale, indipendentemente dalle dimensioni del veicolo. Gli eventuali effetti sul prezzo dei carburanti potranno interessare anche furgoni, veicoli commerciali leggeri e auto aziendali, oltre ai mezzi pesanti.